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Kagemusha: la forgiatura della Katana

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A Torino il Maestro Yoshindo Toshihara

Il 2 aprile il Maestro giapponese eseguirà alcune fasi della "forgiatura della Katana" alle h.20.00 nel cortile del Maglio (Borgo Dora)

E’ il momento più atteso tra gli eventi proposti dalla mostra “L’ombra del guerriero (Kagemusha) – Uomo, il Corpo, l’Energia” inaugurata a Palazzo Barlolo il 10 febbraio e visitabile fino al 10 aprile 2005. Sabato 2 aprile, a partire dalle h.20.00 nel cortile del Maglio (Borgo Dora), il Maestro Yoshindo Yoshihara, proporrà alcune fasi della forgiatura di una katana (spada giapponese), nella fucina costruita per l’occasione dal maestro stesso secondo i canoni di una delle più antiche e caratteristiche Arti del Giappone.
Il Maestro Yoshihara, uno dei massimi esperti nell’Arte della costruzione della Katana e candidato a Tesoro Nazionale Vivente, illustrerà dal vivo - per la prima volta in Europa - le fasi ed il significato profondo del tradizionale processo di forgiatura: una delle “Vie d’Energia” della tradizione nipponica che la mostra “Kagemusha” ha voluto presentare a Palazzo Barolo proprio grazie alla ventina di pezzi che, forniti dal Maestro stesso, ripercorrono le diverse e complesse fasi della costruzione della spada dei samurai.

LA FORGIATURA DELLE LAME GIAPPONESI

Sciamani e alchimisti, uomini del fuoco avvolti in un’aura mitica, spesso accomunati a forze demoniache, a potenze soprannaturali. Per i primi forgiatori di spade del Giappone - spesso monaci del buddismo esoterico Tendai o monaciguerrieri di montagna chiamati Yamabushi - la costruzione di una lama costituiva una vera e propria pratica ascetica.
Attraverso il sapiente dosaggio delle misteriose forze degli Elementi, delle temperature del fuoco, delle qualità dell’acqua e dell’aria; grazie ad una sensibilità capace di avvertire inconsciamente i ritmi del tempo, le variazioni del clima, gli influssi dei luoghi potevano, quasi magicamente, distillare dalle profondità della terra - una sabbia bruna e ferrosa - lame lucenti come specchi, affilate come diamanti.
Ancora oggi la tecnica della lavorazione e l’abilità del costruttore sono gli ingredienti fondamentali di un’arte che continua a produrre lame uniche al mondo e di ineguagliabile bellezza.
Più che dalla scelta dei materiali che le compongono, la loro superiorità è determinata dall’abilità e dalla personalità del fabbro, veri fattori decisivi nella scelta tra le innumerevoli variabili per lo più non misurabili con strumenti scientifici: la qualità dell’acciaio, la tempra del fuoco, i tempi di cottura e di raffreddamento, modalità e quantità di ripiegature, intensità e ritmo delle martellature, gradualità nella modellazione del materiale, temperatura dell’acqua per la tempra, scelta del clima e del momento adatto.
Per questo fin dal Giappone antico, si ritiene che una Katana non solo condensi l’energia di Terra, Acqua, Aria e Fuoco, ma racchiuda in sé lo spirito stesso del maestro forgiatore.
Da centinaia di anni la lucentezza di una Katana - spesso paragonata ad uno specchio - e le sue qualità di durezza e flessibilità insieme sono simbolo della “mente” e dello spirito stesso del guerriero.

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