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Un vecchio praticante

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Il tuo parere sul futuro del karate nella società moderna.
"Mi ritengo un realista, non un pessimista... sicuramente il karate ha avuto un grande sviluppo in passato, ma ora, ritengo che segni il passo, così è da alcuni anni.
"Basta guardarsi attorno, e ci si perde nella miriade di organizzazioni esistenti, più o meno valide, che nascono in ogni momento - e altre che spariscono! - ognuna asserisce di conoscere il "verbo ". Personalmente - soggetto molto esigente - ho trovato gran parte di ciò che credo importante in questa mia vita nella pratica del karate tradizionale stile shotokan, insegnato dal maestro Shirai. Ci credo in modo razionale, lucido e critico ".

Cosa significa per te il termine karate tradizionale?
"Credo di avere indirettamente risposto con quanto detto che sino a ora.
"Però posso aggiungere che lo scopo, il fine ultimo del karate tradizionale sia, al di là dell'aspetto esteriore della tecnica, della sua cura e della sua continua perfezione del ‘gesto’, l'intima conoscenza, la maturità, il significato profondo di ciò che stai facendo e il grado di importanza che attribuisce a essi ".

Quale è la relazione tra karate tradizionale e le gare di karate?
"Le gare di karate sono una componente importante del karate tradizionale, così come sono importantialtre componenti, come l'essere arbitro, presidente di giuria, medico, tecnico, agonista.
Ho parlato, non a caso di ‘componente’ - e altro - come esperienza di crescita personale, unitamente a un sentimento di continua ricerca nel miglioramento di se stessi, in quello che si fa".

Che valore ha il dan e qual’è il tuo rapporto con i gradi superiori o inferiori?
"Sorrido, perché la prima cosa che mi viene in mente è che il dan segna l’inesorabile avanzare dell'età. Ma, al di là della battuta, riconosco al dan l'attestazione di un lungo, continuo e costante allineamento del karate.
"Apprezzo l'assegnazione del dan, non per ‘l'annosa milizia’ ma per l'impegno, la qualità, la ricerca, l'allenamento, la serietà d’intenti che si profonde nel mondo del karate tradizionale.
"Personalmente che apprezzo tutti e ho - o cerco di avere - il massimo rispetto, nella stessa misura, sia nei confronti dei gradi superiori che nei confronti di quelli inferiori, perché tutti concordano con il mio pensiero e la mia visione del karate tradizionale".

La Fikta soddisfa le tue aspettative? Perché hai fatto questa scelta? Aspetti positivi e negativi.
" La Fikta soddisfa le mie aspettative perché in essa trovo maestri del calibro dei maestri Shirai e Giuseppe Perlati - sopra tutti - unitamente ai maestri Dino Contarelli, Carlo Fugazza e altri valentissimi - elenco molto lungo per annotarli tutti qui -, insigni cultori del karate tradizionale, dotati di grande umanità, capacità professionale e profonda conoscenza tecniche e didattica, i quali ‘mi danno ciò che io voglio’.
"E sotto il profilo organizzativo, penso si possa migliorare, volendo, perché non c'è nulla di perfetto a questo mondo.
"Comunque, in definitiva, colgo questa occasione per ringraziare nel suo complesso l'intero staff organizzativo della Federazione per ciò che ha fatto, per quello che sta facendo, e per quello che farà... Oss".

I curriculum di Giancarlo Vignoli
Inizia la pratica nel 1965. Gli viene conferito il 1° dan nel 1970 e il 6° nel 1996. Diviene istruttore nel 1976 e maestro l’anno successivo.
Cariche federali – nel 1984 arbitro internazionale Eska; nel 1991 arbitro internazionale Etkf; nel ’90 arbitro mondiale Itka; presidente della Commissione Nazionale arbitri e segretario della Commissione superiore Fikta.
Allievo del maestro Giuseppe Perlati presso il Musokan Club di Bologna insegna a Sasso Marconi (Bo), Polisportiva Ardor Budo Kc presso la palestra della piscina comunale.

Per gentile concessione della rivista Samurai Banzai
Mese di Aprile - Anno 2003
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