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Neil Adams in cattedra

di Giorgio Sozzi

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Entusiasmo nei tecnici lombardi a Montecampione.
Sempre grande judo con un bagaglio tecnico/didattico più vasto che in passato Adams ha approfittato dello stage per allenarsi per l’olimpiade

Neil Adams, classe 1958, campione del mondo 1981 a Maastricht, due volte argento alle Olimpiadi di Mosca e di Los Angeles, Campione d’Europa sei volte, senza contare le vittorie nei trofei, i piazzamenti nei campionati europei o mondiali.

Un curriculum impressionante; ma gli manca l’oro olimpico ed è questa la molla che l’ha spinto a staccare il judogi da competizione dal chiodo.
Un anno fa aveva dato l’addio alle gare ed era approdato al Racing Club di Parigi; scelta difficile ma sa’dda campà!

Infatti non parla volentieri del suo anno in terra di Francia.
Certo, judoisticamente, si è trattato di un’esperienza molto interessante ma i problemi sono venuti dall’ambiente.

Ha ricominciato a combattere collezionando una serie di piazzamenti ma vincendo l’unica cosa che contava, la qualificazione per Seul.
La preparazione olimpica in Gran Bretagna è fatto privato; ogni atleta si gestisce come crede ed Adams chiede se è possibile dopo la lezione fare un po’ di randori “relax”, come dice lui.

Impieghiamo qualche giorno a capire che il suo “relax” non ha niente a che vedere con il concetto italiano del termine.

Prima di tutto afferra la manica con una presa così solida che nemmeno il paranco dei pompieri riesce a sciogliere, poi ancheggia mollemente e all’improvviso schiaccia sull’acceleratore in un impressionante cambio di velocità e di direzione ed i judoka lombardi, insegnanti e non, volano.

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