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Filosofia Marziale

di Luciano Paterna

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L’Aikido rimane comunque un’arte marziale tra le più raffinate ed efficaci, ma pur sempre una sommatoria di colpi, molte volte durissimi, che hanno il compito di difendere o difendersi da un’aggressione.

L’aspetto determinante di questa disciplina tuttavia, è che essa assomma, più che in ogni altra, qualche cosa di spirituale, di elevato, di morale che induce alla lealtà, alla rettitudine, all’onestà, al rispetto, all’abolizione di ogni conflitto.

Le tecniche diventano così non un fine ma un mezzo, per conoscere se stessi, per misurarsi con il prossimo e comprendere come vivere, come essere uomini. Per sentirsi, in altre parole, uniti agli altri, non solo sul tatami, ma per affrontare, assieme, anche le avversità quotidiane.

Colui che, per una falsa interpretazione sulle finalità dell’Aikido, volesse utilizzare le sue tecniche per soddisfare la propria pulsione aggressiva per primeggiare, per sentirsi forte, per combattere senza senso, non andrebbe molto avanti nell’esercizio di quest’arte.

L’Aikido non è così uno sport ma è una disciplina interiore, una filosofia che serve a fare affiorare nell’uomo le sua qualità migliori, la calma, la serenità, lo slancio vitale, la fiducia in se stesso.

L’insieme di tutto questo è così la vera strategia di difesa di colui che pratica seriamente l’Aikido.

Molto spesso ci si domanda perché per raggiungere questo “equilibrio mentale”, sia necessaria un’attività fisica così forte e l’applicazione di movimenti che possono apparire, sotto certi aspetti, così violenti.

Scientificamente è stato dimostrato che solo con una intensa ed equilibrata attività corporea, si possono stimolare i nostri organi interni (cuore, polmoni, diaframma, sistema circolatorio ecc.), per fare si che l’individuo, attraverso un lento processo chimico interno, acquisisca una elasticità, una energia ed un equilibrio psicofisici, tali da ritardare il processo di invecchiamento, attraverso l’adozione di una serenità interiore, che diviene invidiabile.

L’esercizio serio e metodico dell’Aikido porta gradatamente a quanto sopra enunciato. Questa è la ragione per la quale è valido per questa disciplina il detto cinese: “la nascita è l’espressione della flessibilità, la morte quella della rigidità”. Come dire che la vita intesa come gioia e serenità di esistenza (che l’Aikido cerca di trasmettere) è strettamente legata all’elasticità fisico mentale dell’essere.

L’Europa, più romantica, ha coniato un concetto altrettanto valido per esprimerne la filosofia: “la spina protegge la rosa, fa male solo a chi vuole danneggiarlo”.

Come dire: non molestare chi seriamente pratica quest’arte, ma avvicinati alla stessa con rispetto, per trarne amicizia e lealtà.

Per gentile concessione della rivista Samurai
Mese di Ottobre - Anno 1988
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